Breathing Coordination

Traduzione Italiana di Karen Saillant - Respirazione: da questo dipende la tua VITA

Exhale and InhaleRespirazione: da questo dipende la tua VITA
Di Karen Saillant Bygott, M Mus.
“So che molti uomini, inclusi quelli che si trovano a proprio agio con problemi estremamente complessi, raramente possono accettare la più semplice e ovvia verità, se questo li deve costringere ad ammettere che le conclusioni di cui si sono compiaciuti nello spiegarle ai propri colleghi, che orgogliosamente hanno insegnato ad altri e che hanno ordito filo dopo filo nel tessuto delle loro vite, sono false.” Tolstoy

Tutti sanno che occorre respirare per vivere, ma sapevate che c’è un modo di respirare giusto e uno sbagliato? Oggi, grazie alla ricerca clinica di Carl Stough, sappiamo come devono lavorare i meccanismi del sistema respiratorio.

La ricerca di Carl iniziò negli ultimi anni ’50 del secolo scorso, quando, direttore di coro di talento, fu chiamato dal Dott. Maurice Small, Capo della Divisione Tubercolosi dell’Ospedale Veterani a East Orange, New Jersey. Le corsie dell’ospedale del Dott. Small erano sovraffollate a causa di una nuova malattia: ENFISEMA. Lui sperava che Carl con la sua qualificata preparazione nell’educazione vocale potesse essere in grado di aiutare a trovare sollievo anche solo uno dei suoi pazienti reduci dalla II Guerra Mondiale. Carl considerò il fatto di non aver alcuna preparazione medica e pensò di poter aiutare assai poco questi malati, ma incontrandoli e vedendoli costretti in un stato di eterno ansimare, le sue mani istintivamente andarono a toccare i loro toraci rigidi. Semplicemente toccandoli riuscì ad allentare parte della loro tensione. Comunque, quando i malati provarono a parlare per ringraziarlo, la rigidità tornò. Carl pensò che se avesse potuto insegnare anche ad uno solo di questi malati ad emettere un suono vocalico chiaro (avevano tutti voci stridule, rauche ed affannate) senza irrigidire il torace, forse avrebbe potuto aiutarli a compiere un cambiamento permanente nella loro condizione.
Essendo molto motivato ad aiutare questi uomini che non avevano nessun altro a cui rivolgersi, Carl accantonò il sogno di continua espansione della sua Scuola Corale di 200 elementi e dedicò i successivi dieci anni della sua vita ad aiutare i malati con problemi respiratori cronici. Prese parte
a parecchie ricerche mediche e lavorò per innumerevoli ore nei quattro maggiori Ospedali della Costa Orientale, incontrando ad ogni passo del suo percorso resistenza e scetticismo. Andò avanti pazientemente, creando una serie di esercizi isometrici incentrati sul rilassamento del corpo, man mano che il paziente sviluppava la capacità di ampliare un gruppo di suoni durante l’espirazione. Tutti i pazienti di Carl migliorarono e molti furono in grado di lasciare l’ospedale definitivamente, mentre alcuni che utilizzarono macchinari e altri espedienti, che all’epoca si pensava potessero essere di aiuto, morirono.

La preparazione di Carl sulla voce gli fece venire l’idea di poter fare un mutamento nel diaframma. I dottori non erano in grado di dirgli se la sua intuizione fosse corretta perché la fisiologia del diaframma era ancora sconosciuta. Infatti, in quel periodo non esisteva uno standard per la respirazione e, con stupore, Carl scoprì che, dal XVII sec. non si erano più fatti studi sui meccanismi respiratori. A proposito di quei primi studi Carl commenta:” Il principale e più grande organo/muscolo del corpo umano fu completamente trascurato, perché la classe medica pensava che non si potesse far niente per esso. Tutta la pressione interna del corpo, la circolazione dipendono da quanto diossido di carbonio si può espellere dal corpo, cosi da poter respirare. Tutto è basato sull’espirazione, non sull’inspirazione. Si dice “prendi fiato”, “prendi fiato”. Bene, non si può prendere fiato se non si espira la quantità di aria presente nei polmoni. Questo ci porta verso il maggior problema medico esistente oggi. Tutto è collegato con il livello di ossigeno o l’aumento di CO2 nel corpo. Tutte le infezioni respiratorie sono causate dal volume residuo (la massa d’aria che rimane nei polmoni dopo un’espirazione) e se il diaframma non è così forte per salire abbastanza in alto e spingere fuori l’aria viziata, si avrà un’infezione dopo l’altra. “ (Carl Stough) Usando le parole del Dott. Robert Nims, allora primario del laboratorio polmonare dell’Ospedale Veterani di West Haven, “I medici che si occupano di persone affette da problemi respiratori sentono che non possono fare nulla per agire direttamente sul diaframma . Trattano le infezioni polmonari in modo da rendere minima l’ostruzione dell’aria e li lasciano collassare il più possibile i , ma non lavorano direttamente sul diaframma.

Mentre stava conducendo la sua ricerca Carl sentì parlare delle pellicole cinefluorografiche (film ai raggi x che erano usati a quell’epoca per studiare il funzionamento degli organi interni). Chiese che venissero realizzate sul diaframma dei suoi pazienti per poterli studiare. Questi filmati mostrarono la struttura diffusa del diaframma di chi soffre di enfisema, simile a schiuma di sapone, tremolante, a malapena capace di muoversi; questo era in contrasto con il filmato del suo proprio diaframma, che mostrava una struttura compatta e sana, capace di muoversi verso l’alto all’interno della cassa toracica per 12 cm. durante l’espirazione (un po’ più di cinque inch) . Incoraggiato dai film cinefluorografici fatti prima e dopo il suo lavoro, Carl si diede da fare a sviluppare rapidamente i suoi esercizi. Questi erano semplici, richiedevano solo che il paziente si rilassasse e contasse a voce alta e silenziosamente, mentre lui palpava delicatamente i muscoli del collo, trachea, base della lingua, mascella, spalle, torace, schiena e addome, riducendo il volume residuo e perciò riposizionando il torace abbassando la cassa toracica e riportando il paziente a respirare in modo normale.
L’incredibile abilità di Carl nel visualizzare, il suo fine orecchio per il suono, un elevato senso tattile e l’istinto altamente sviluppato furono ciò che resero possibile la scoperta che chiamò: RESPIRAZIONE COORDINATA. Con gli anni la RESPIRAZIONE COORDINATA permise di migliorare la salute a centinaia di pazienti affetti da asma, allergie, bronchiti, broncostasi, enfisema, danni cerebrali, paralisi cerebrale, sclerosa multipla, herpes Zoster, cancro, encefalite, paralisi, ernia esofagea, osteoporosi, artrite, ansietà, problemi emozionali, stress, tensioni, fatica continua, emicranie, problemi respiratori, morbo di Parkinson, miastenia grave, problemi alle coronarie, fibrillazione atriale, aritmia, disturbi vocali come per esempio; balbuzie, disforia spastica, nodi, afasia, problemi di proiezione vocale, disordini del canto, scoliosi, cifosi e mal di schiena. I medici del West Haven Veteran’s Administration Hospital, alla fine ammisero che il solo motivo per cui Carl era stato in grado di fare la sua scoperta era che lui non era stato frenato da idee preconcette formatesi durante il training di preparazione medica.

Nel 1968 la squadra olimpica americana apprese del lavoro di Carl e gli chiese di allenare gli atleti per l’altitudine dei giochi nel Messico. In una lettera scritta a Carl dopo le vittorie olimpiche del 1968,l ‘ allenatore principale degli americani, Payton Jordan, disse: “Voglio esprimere ufficialmente la mia eterna gratitudine per la Sua qualificatissima preparazione nella respirazione coordinata per gli atleti. Lei è stato di valido aiuto a creare lo spirito migliore e ad ottenere più record mondiali ed olimpionici che mai nella nostra storia agonistica!” Questi record sarebbero rimasti per 25 anni e la nostra squadra di atletica leggera è stata l’ unica a non avere bisogno di ossigeno.
La maggior parte delle persone non pensa alla propria respirazione prima di avere problemi ad essa collegati. Questi problemi iniziano quando tratteniamo il fiato senza renderci conto che lo facciamo, e con il respiro forzato. Per smettere queste abitudini, dobbiamo comprendere come funziona il nostro sistema respiratorio, specialmente il muscolo/organo più importante , il diaframma.
CHE COS È IL DIAFRAMMA?
Il diaframma, l’ unico “muscolo-organo”, è una enorme pompa a forma di duomo, fatto dello stesso tessuto dell’esofago e che si trova all’interno della parte inferiore della cassa toracica. Le uniche cose al di sopra del diaframma sono il cuore e i polmoni. Al di sotto di questo si trovano tutti gli altri organi. Il diaframma è un muscolo/organo involontario, attaccato in un solo posto, la colonna vertebrale, e per questa ragione non è possibile esercitarlo come gli altri muscoli.

PERCHÉ È IMPORTANTE IL DIAFRAMMA?
Il diaframma coordina l’apparato respiratorio, che controlla la capacità del corpo di ricevere ossigeno (inspirare) e rilasciare anidride carbonica (espirare). Il funzionamento di tutti i sistemi del corpo dipende dall’ossigeno . Per questo motivo Carl considerò il diaframma, non il cuore, il principale muscolo/organo del corpo. Con il sollevamento e l’abbassamento del diaframma, gli organi interni del corpo vengono massaggiati. Quando il diaframma è forte, è in grado di produrre un suono di frequenza (un suono con un tono fondamentale ed un registro completo di armoniche ). I suoni di frequenza risuonano in tutto il corpo, mantenendo la salute di ogni cellula.
COME FUNZIONA IL SISTEMA RESPIRATORIO?
Quando il nervo frenico, che si trova in cima al diaframma, riceve un messaggio dal centro respiratorio alla base del cranio che il corpo necessita di ossigeno, questo provoca la discesa del diaframma, che sta sotto la base dei polmoni. Quando il diaframma si abbassa, i suoi bordi agiscono come i bordi di un pompelmo che è stato spremuto -si distendono, piuttosto che andare giù diritti come un ascensore. Questo movimento permette alle costole, che sono attaccate alla spina dorsale con una articolazione a cardine e allo sterno con una cartilagine, di oscillare verso l’esterno su un asse. Lo spazio supplementare ottenuto da questo movimento crea un vuoto nei polmoni e l’aria arriva velocemente e facilmente nella parte inferiore dei polmoni per riempire questo vuoto. Allora il diaframma inizia la sua ascesa molto più lentamente. Salendo dentro la gabbia toracica, sostiene la base dei polmoni e nello stesso tempo sincronizza il rilascio della spina dorsale (dov’è attaccato) insieme alle scapole, al torace e all’addome, permettendo alle costole di avvolgersi attorno ai polmoni ed espellere l’aria da tutta la sua superficie uniformemente ed egualmente. Questo complesso movimento è un riflesso e può avvenire solo se il diaframma è in funzione in modo involontario. Tutti gli altri muscoli (volontari) della respirazione non fanno altro che rispondere al comando del diaframma.
Ricordate: il diaframma dovrebbe essere sempre in movimento. Non trattenete mai il respiro. Senza il movimento continuo avviene l’indebolimento e il definitivo deterioramento del diaframma. Il trattenimento inconscio del respiro inizia durante momenti dell’infanzia stressanti. Ogni volta che vi sentite stressati contate silenziosamente.
LA CHIAVE PER MIGLIORARE LA RESPIRAZIONE
Carl sapeva che la voce e l’abilità del diaframma nel produrre la pressione necessaria ed emettere un suono senza tensione, erano la chiave per migliorare la respirazione. Gli esercizi di Carl permettevano ai suoi pazienti di partecipare tranquillamente a tre esperienze di pressione di aria sottile.
Pressione leggera – contare silenziosamente
Il paziente forma i numeri da uno a dieci, ma non emette nessun suono, neanche un bisbiglio. La glottide (corde vocali) rimane leggermente aperta, così il diaframma trova una lieve resistenza di pressione. Contare silenziosamente è uno dei più importanti aspetti dell’insegnamento di Carl.

Nessuna pressione – inspirazione
La glottide è aperta, il diaframma non incontra nessuna resistenza. (Nel caso di disturbo respiratorio, c’è sempre resistenza durante l’inspirazione. I muscoli ausiliari si contraggono quando provano a portare aria nel corpo forzatamente . Carl usava le sue mani per rilassare questi muscoli cosi che il paziente potesse iniziare a provare l’azione riflessa d’inspirazione, che permette all’aria di fluire nel corpo velocemente e facilmente.)
Massima pressione – contare a voce alta
La glottide è chiusa, cosi IL diaframma incontra la maggiore resistenza .( La voce di tutti i pazienti affetti da enfisema era rauca e affannosa, ciò indicava che la glottide era incapace di chiudersi. Questo era il risultato dello spingere da anni troppa aria contro la glottide con i muscoli volontari. Contando ad alta voce con i suoi pazienti e mantenendo il suo proprio suono di frequenza, Carl potè usare la sua voce come modello e insegnare inconsciamente il funzionamento alla glottide dei suoi pazienti. Questi esercizi stabilirono un coordinamento fra il diaframma, l’aria e la glottide che permise ai pazienti di entrare in una sensazione di fluttuazione, di tridimensionalità e collegamento con il mondo esterno, che si era persa come risultato del loro scoordinamento.

Ricordate: espandere o contrarre i muscoli addominali (“l’addome si muove come risultato dell’abbassamento e innalzamento del diaframma – non abbiamo bisogno di muoverlo”), respirare fino in fondo alla schiena, (“quando il diaframma è sano, molta aria andrà automaticamente in fondo, perché qui c’è maggior quantità di tessuto polmonare rispetto al davanti del corpo”), soffiare fuori l’aria ( il suono del soffio è semplicemente il suono dato dalla costrizione dei tubi bronchiali”), cercare di controllare coscientemente il movimento diaframmatico provando a sollevarlo o a muoverlo del tutto in qualche modo (“il diaframma non ha terminazioni nervose recettive proprie, così non può essere controllato consapevolmente”), o qualsiasi altro metodo che incoraggi lo sviluppo di una particolare parte della muscolatura respiratoria, non aiuterà il sistema respiratorio a ritornare alla sua naturale sinergia. Il sistema respiratorio è estremamente complesso e gli sforzi per tenerlo sotto un controllo consapevole in ogni minima parte della sua muscolatura interrompono il potenziale coordinamento del sistema totale. “I polmoni sono a forma di piramide. Sono molto più piccoli in cime e più larghi in fondo. Anche la gabbia toracica è più piccola in cima che non in fondo. Se provate a prendere un respiro dalla cima del vostro torace, è come mettere un sasso sulla cima della piramide. Rilassate il vostro torace e l’inspirazione avverrà automaticamente,” (Carl Stough)
COME INIZIARE A PRACTICARE LA RESPIRAZIONE COORDINATA:

Trovate un posto tranquillo per distendervi. Mettete un cuscino sotto la ginocchia e uno sotto la testa. Una volta che vi siete messi comodi e vi siete rilassati completamente, iniziate a CONTARE SILENZIOSAMENTE, muovendo le labbra come per formare i numeri da uno a dieci. Non emettete alcun suono, neanche un sospiro. Iniziate a fare questa conta silenziosa senza prendere fiato. Quando inizierete lo farete da qualsiasi punto del processo di respirazione siate in quel momento. Il conto silenzioso avverrà facilmente. I muscoli dell’addome e della schiena e quelli che circondano le costole si rilasseranno. Anche le spalle e il collo si rilasseranno. Vi sentirete cadere all’indietro quando tutti i muscoli del corpo allenteranno la tensione, si rilasseranno e si lasceranno andare. Non dovete far nulla perché avvenga questa esperienza di rilassamento, avverrà naturalmente quando conterete in silenzio.
Immaginate semplicemente che le vocali dei numeri che state formando stiano sgocciolando dal labbro superiore, una dietro l’altra scorrendo agevolmente in una direzione verso il basso. Continuate lasciando scorrere le forme una dietro l’altra fin a quando sentirete sopravvenire una INSPIRAZIONE AUTOMATICA. Se il vostro corpo non è ancora pronto per rispondere di riflesso, prendete avviso di una qualche tensione che potrebbe nascondersi nel vostro addome. Prima che l’ addome soccomba a questa tensione, permettetevi di inspirare. Poi cominciate il CONTO A VOCE ALTA, “1-2-3-4-5”. Se vi sentite tesi prima di arrivare a 5, contate solo fino a 2 o 3 o a qualsiasi numero che vi riesca prima che inizi la tensione. Non c’è fretta, né competizione, né desiderio di arrivare a un numero specifico. Voi state semplicemente ascoltando il vostro corpo chiedendogli di fare esclusivamente quello che gli riesce bene. Vi state semplicemente lasciando andare e state prendendovi il tempo per godere questo momento speciale : ascoltando il vostro corpo , provando emozioni… e percependo anche il più piccolo dei messaggi che vengono de voi stessi…Facendo attenzione ad ogni piccola tensione che può insorgere nel vostro corpo mentre contate a voce alta, tornate al CONTO SILENZIOSO proprio prima che una qualche tensione si instauri, stando particolarmente attenti all’addome, lasciandolo completamente rilassato all’interno dei fianchi. Il vostro conto silenzioso continuerà fino a quando potrete sentire torace e addome, schiena e spalle, collo e braccia e gambe e dorso lasciarsi andare. A questo punto, sentendovi completamente rilassati, quasi fluttuanti, avrete una profonda coscienza di tutte le parti di voi e quando continuerete a contare silenziosamente, vi renderete conto di una qualche leggera tensione che arriverà dall’esterno in una qualche parte del corpo. Prima che arrivi, permettetevi una INSPIRAZIONE AUTOMATICA. Poi cominciate con il CONTO A VOCE ALTA e questa volta aggiungete uno o due numeri in più al conto precedente (per esempio, se si è contato fino a 10 la prima volta, questa volta aggiungete un altro 1-2, o anche altri 10. Il conto potrebbe essere 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-1-2 o 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-1-2-3-4-5-6-7-8-9-10. Il modo in cui si sviluppa il conto sarà completamente individuale, perché dipende completamente dalla vostra capacità di compiere il prossimo passo del processo prima che sopraggiunga la tensione del corpo. Per tutto il tempo i suoni continueranno a scivolare dal labbro superiore e sentirete il rilassamento del mento e di ogni altra parte del corpo. Poi prima che sopravvenga tensione, CONTATE SILENZIOSAMENTE, poi, prima che sentiate una qualsiasi pressione INSPIRATE AUTOMATICAMENTE, poi CONTATE A VOCE ALTA, proprio fino a prima che si insinui la minima pressione, continuate con il CONTO SILENZIOSO, INSPIRAZIONE AUTOMATICA, CONTO A VOCE ALTA etc. mentre componete lentamente e con calma il vostro conto a voce alta per due o quattro o in qualsiasi altro modo sia più adatto per il vostro corpo.
Cominciate la vostra giornata, se vi è possibile, praticando la Respirazione Coordinata. È anche un modo meraviglioso per iniziare il vostro sonno serale. Mentre contate potete sollevare le ginocchia verso il soffitto, lasciando le piante dei piedi sulla stessa superficie della schiena e muovere i fianchi da una parte e dall’altra per rilassare la schiena quando il diaframma comincia a scivolare in alto verso la cassa toracica, mentre voi state tranquillamente componendo il vostro conto. Potete anche mettere le braccia distese davanti a voi, congiungere le dita e muovere le braccia distese da sinistra a destra per facilitare il rilassamento della schiena e delle spalle. Il rilassamento della spina dorsale è un passo importante nel processo di ricoordinamento.
Ricordatevi, questo è il vostro momento per rilassarvi e imparare a fare amicizia col vostro respiro. Appena la vostra voce si espande nella stanza lasciate andare ogni cellula del vostro corpo… e fatela risuonare.
I problemi respiratori possono essere corretti
Cercare di prendere fiato nella parte superiore del torace provoca un angolo dello sterno nella cartilagine flessibile alla seconda costola. “C’è un’articolazione proprio sullo sterno alla seconda costola, è di cartilagine e utile per la sua flessibilità. Se lo usate per quella che è chiamata “respirazione accessoria”, in cui usate i muscoli del torace superiore e le spalle e ansimate per respirare, tirate questa articolazione e ciò solleverà il torace nell’inspirare, e il diaframma tenderà a scivolarvi sotto. Quando il diaframma cercherà di sollevarsi, urterà il fondo della cassa toracica e farà allargare le costole. Questo è un difetto respiratorio che prima si riteneva irreversibile. Quando lo avevi, lo avevi per sempre. Certamente questo era vero se non si era potuto risviluppare il diaframma . Poiché io sono stato in grado di risviluppare il diaframma e il diaframma ha cominciato ad risalire all’interno della cassa toracica, la cassa toracica ha cominciato a rilassarsi e l’articolazione nello sterno è diventata più diritta. E’ stato perfino possibile risistemare un po’ dello slargamento in fondo alle costole.” (Carl Stough)

CHE COSA RISERVA IL FUTURO PER LA COORDINAZIONE RESPIRATORIA?

“La maggior parte di ciò che al giorno d’oggi costituisce lo stress non è niente altro che un accumulo di diossido di carbonio. La gente prova a fare ogni tipo di cose per eliminarlo, senza mai capire di avere il torace allargato da aria che non si è in grado di espirare”. (Carl Stough)
Le scoperte di Carl Stough sono rivoluzionarie. Richiedono che interi libri di medicina vengano riscritti. Chiedono alle compagnie farmaceutiche di cessare lo sviluppo di costose medicine per uso respiratorio, queste servono solo a mascherare i sintomi e non vanno mai alla radice del problema. Urlano ai servizi per l’asma pediatrica di insegnare ai bambini con problemi respiratori il semplice atto di contare in silenzio, piuttosto che prescrivere inalazioni e incoraggiare ricoveri in costosi ospedali. Invitano le istituzioni a formare professionisti secondo i principi del coordinamento respiratorio .

“Dissi a Carl con parole decise che era mezzo matto, si fa per dire, nel sostenere che lui poteva provocare una ascesa del diaframma e una discesa delle costole, ma poi in un paziente abbiamo avuto risultati cosi spettacolari, che dimostravano che lui veramente lo aveva fatto … è in grado di ridurre il volume dei polmoni più di quanto qualsiasi pneumologo avrebbe detto fosse possibile… Cosi i film sulla inspirazione-espirazione, i pneumografi, la cinefluorografia, i chirografi di Roentgen e la capacita vitale, che è parte di quella cosa chiamata spirometria, tutto mostrò gli stessi risultati. Ogni test confermò ciascuno degli altri e dimostrò senza ombra di dubbio che i polmoni duramente danneggiati dei pazienti affetti da enfisema possono di fatto espirare quell’aria che i medici erano completamente convinti fosse bloccata nei polmoni e che i muscoli della respirazione, quelli alti della gola, le spalle, le costole, il diaframma e l’addome, tutto poteva essere sincronizzato di nuovo” (Robert G. Nims, M.D.).

“Ora, naturalmente la voce era la cosa più importante per tutto il percorso . La sola via per sviluppare di nuovo il diaframma era di essere in grado di produrre una pressione sufficiente a produrre un suono senza tensione. Ma nessuno fece molta attenzione alla voce” (Carl Stough).
Ricordate: la vostra voce vi dirà se il vostro modo di respirare necessita di essere migliorato. Se siete incapaci di sostenere un suono senza tensione, specialmente nell’addome, se trovate difficoltà nel salire le scale senza affanno, se siete incapaci di parlare mentre passeggiate o fate jogging, se la vostra voce è affannosa, esitante, rauca e/o semplicemente inespressiva sapete che la coordinazione con cui siete nati è andata perduta. È giunta l’ora per voi di rallentare e iniziare un viaggio per una strada piena di accettazione di sé. Per questa strada imparerete ad abbandonare l’idea che il respiro ha bisogno del controllo cosciente e facendo ciò, si aprirà una porta attraverso la quale troverete la vostra voce naturale e il suo incredibile potenziale di guarigione.

Karen Saillant Bygott è stata un pioniere nel lavoro terapeutico per la voce e il respiro per quasi 40 anni. Soprana drammatico che ha ricevuto delle “standing ovations” per i suoi ruoli principali in spettacoli internazionali, Karen ha una laurea e un grado di master in musica. Karen cominciò a studiare con Carl Stough nel 1972, introdotta al suo studio di New York da Catherine Merrick Wieloposka, membro della classe di origine di F.M. Alexander. Nel 1975, Carl Stough scelse Karen per rappresentare i principi della Respirazione Coordinata quando l’istituto Stough la presentò nel suo recital di debutto a New York City.

Nel marzo del 1998, utilizzando i principi della Respirazione Coordinata, Karen poté rimuovere in forma permanentemente suo marito in coma dal respiratore artificiale, e guidare la sua respirazione tranquilla nella loro casa, fino alla morte del marito, 16 mesi dopo. La RESPIRAZIONE COORDINATA continua ad essere il punto centrale del suo lavoro.
Questo articolo è basato sullo studio privato di Karen con Carl Stough, fino alla sua morte, nel 2000. È anche basato sul suo libro, “Dr. Breath” e i suoi due video, “Respirando la fonte della vita” e “Scienza Respiratoria: La medicina preventiva del 21 secolo”.

Musicista, Direttrice di Scena, Cantante d’opera, Librettista, Drammaturga, Pianista e Direttrice di coro, Karen Saillant ha più di 40 anni d’esperienza nella creazione, produzione e recitazione in opere d’arte classiche e originali, e nell’insegnamento su come recitare in queste opere.
Karen si è esibita in ruoli principali in teatri importanti in Europa e negli Stati Uniti. Ha ricevuto standing ovations e recensioni lusinghiere per la sua maestria e abilità di comunicare. Le recensioni sono apparse in pubblicazioni come La Nazione, Manchester Guardian, Opera News, The Chautauguan, Delaware County Times e The German Staats Herold USA,

In 1975, quando la Bulgaria era ancora dietro la cortina di ferro, lei fu la prima rappresentante americana nel Concorso Internazionale Annuale di Canto a Sofia.

Su commissione di molti musei e organizzazioni, incluso lo Smithsonian Institute di Washington, per la creazione di nuove opere teatrali e musiche al fine di mettere in risalto le loro collezioni, nel 2007 l’ Orchestra di Filadelfia le ha commissionato di creare e dirigere una nuova rappresentazione teatrale della Pulcinella Suite di Igor Stravinsky per la loro serie di concerti per le famiglie nelle celebrazioni del 150° anniversario dell’ Academy of Music di Philadelphia.
Corretto fin qui.
Oltre alla sua carriera come artista, Karen Saillant ha scritto e creato vari teatri musicali, è stata capa di dipartimenti presso diversi conservatori, ha insegnata su simposi collegiati sulla musica, lavorata con i creativi talenti preso molti università (incluso la Università della Pennsylvania). Lei ha anche lavorato con commercianti famosi, bambini trascurati, giovani autistici e donne abusate affinché loro abbiano potuto liberare le loro voco e i loro corpi in modo più espressivo.
Una pioniera in lavoro della respirazione terapeutica, Karen ha dedicato più di 35 anni allo sviluppo delle tecniche che stimolarono e aumentano la capacità espressiva e la capacità per guarirsi per la voce umana. Lei è stata lavoratrice presso The Healing Arts Center di Filadelfia, dove insegnava la rieducazione neuro-muscolare dell’apparato respiratorio, a base dei principi di Carl Stough, che ha sviluppato la Coordinazione Respiratoria per patenti con enfisema, asma e altri malati respiratori o vocali. Il suo articolo “Respirazione: da questo dipende la tua vita” fu pubblicato sulla pagina principale dell’edizione invernale del giornale The Price-Pottenger Nutrition Foundation, una organizzazione fondamentale per il salute e il guarigione negli Stati Uniti.
Nel 2003, in collaborazione con la famosissima Commedia dell’Arte di Maestro Antonio Fava, Karen ha fondata la American International School for Commedia dell’Arte a Filadelfia.
Karen è stata creando e dirigendo nuove opere dal 1982. Nel 2004, come Direttrice Artistica del’International Opera Theater, lei cominciava a riunire delle artiste venuti da tutto il mondo al Teatro degli Avvaloranti a Città della Pieve in Umbria, per creare anteprime mondiale delle opere italiane al base delle opere di William Shakespeare. Lei adesso ha prodotto 9 anteprime mondiale in 9 anni.
Karen era una studentessa con borsa di studio completo all’Università della Indiana e Temple Università, dove lei ha ricevuto sua laurea in Musica. Dopo, ha fatto lavoro con la sua laurea in Italia, all’Università degli Studi a Siena e all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma. Ha ricevuto il suo Master di Musica presso il Combs College di Musica, dove anche ha studiato Vincent Persichetti. Recipienti di numerose borse di fondazione, le sue rappresentazione sono stati trasmettiti per tutto il mondo da Voce di America.
Nel novembre 2008, lei ha inaugurato il Primo Festival Internazionale di Musica Lirica in Sardinia come co-direttrice Artistica.
Nel giugno 2009, sua interpretazione di Romeo e Giulietta di Emily Wong ha avuta la sua premiere negli Stati Uniti, dopo la sua apertura in Italia. Nello stesso anno 2009, Iago, la nuova opera del compositore italiano Carlo Pedini, basato sulla storia di Shakespeare sviluppato per Ms. Saillant e il suo figlio, Christian Bygott, è stata mostrata nel Niagara International Chamber Music Festival, Canada nel Teatro degli Avvaloranti in Città della Pieve.
Quest’anno, 2012, premierà Buffalo Soldier, una collaborazione straordinaria rappresentando la lotta unita dei Partigiani e i soldati afro-americani in liberazione dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale.
Se ha bisogno di contattare Karen, la può scrivere un e-mail a karen@internationaloperatheater.org

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"Breath: Your Life Depends on It" by Karen Saillant

by Karen Saillant

As printed in the January 2004 issue of Price-Pottenger Nutrition Foundation Journal

IagoEveryone knows that we need breath in order to live. But did you know that there is a right and wrong way to breathe? Today, thanks to the clinical research of Carl Stough, we know how the mechanics of the respiratory system are actually meant to work.

Carl’s research started back in the late 1950’s, when as a gifted choral director, he took up the call of Dr.Maurice Small, Chief of Tuberculosis Management at East Orange New Jersey Veteran’s Hospital. Dr.Small’s hospital wards were overflowing with a new disease: EMPHYSEMA. He hoped that Carl, with his accomplished background in vocal training, might be able to help just one of his post World War II patients find relief. Carl considered the fact that he had no medical background and thought there was little he could do to help these patients; but upon meeting them and seeing them locked into an eternal state of gasping, Carl found his hands going instinctively to their rigid chests. By the simple act of touching them there, he was able to release some of their tension. When the patients tried to speak, to thank him, however, the tension returned. Carl thought that if he could teach just one of these patients to make one clear vowel sound (they all had raspy, hoarse and breathy voices) without the chest locking, perhaps he could help make a permanent change in their condition.

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In Search of the Breath

Breathby Karen Saillant

As printed in the January 2004 issue of Classical Singer Magazine

Breath. Everyone agrees: you need it to sing. From this one point of agreement, however, a series of opinions emerge more divergent than those of the United Nations.

Where does breath come from? How much of it do we need? What do we do with it? How do we get it in and once we’ve got it, how do we get it out?

Yawn.

“It‘s in the abdomen.” “No, it’s in the back.” “Act surprised.” “No—push out against a book.” “No—pull in against it.” “No—balance it and push out with your ribs.” “No, pull in with your ribs and …” “Abdomen, ribs, chest breathe, belly breathe, back breathe, blow.” “Move only your abdomen.” “No, move your chest first and then your back.” “No, the abdomen first.” “Forget the diaphragm.” “What’s the diaphragm?”

Look to babies
When we were born, we had the capacity to use our breath to make all sorts of sounds. Long before we could form these babblings into words, we made sounds so expressive that our parents, especially our mothers, knew exactly what they meant. People could hear us readily at long distances, and our voices had natural inflection, transferring from high-pitched squeals of glee to low, booming moans and groans with ease.

As babies, our desire to communicate immediately translated into a complex, intuitive selection from among 200-400 different muscles and hundreds of nerves, enabling us to communicate for hours, even at the top of our lungs, without vocal fatigue. This reflexive system of respiration leading to potent communication is Mother Nature’s gift to us. Yet, as a result of stress and pollution, some people—including singers who have been improperly instructed in the mechanics of breathing—have lost their natural coordination. Hoarse after periods of vocalization and struggling to survive a complete operatic role, these singers suffer a loss of the projection associated with the natural overtones of a baby’s cry, and an inability to turn breath into sound that can move an audience.

Carl Stough
Carl Stough, a successful choral director, did seminal work in the field of breath between 1961- 2000. The armed forces invited Stough into the wards of military hospitals in the hope that his work with hundreds of singers might find application in the saving of hopelessly ill emphysema patients. Stough’s research there gives us our first look into the internal mechanics of breathing, via cinefluorographic films (x-ray movies of the internal workings of the body) that showed the diaphragms of his patients before and after his work. Through Roentgen kymographs and other scientific tests, he confirmed his theory that the diaphragm is the main muscle of respiration and that with proper instruction, the diseased diaphragm of the breathing-disordered can indeed be redeveloped, enabling the entire breathing mechanism to return to its cooperative relationship. Think of the ramifications of this work for us as singers and please listen carefully as we explore the truths that Stough discovered.

The inhalation is a reflex
Here’s how Stough describes the physical act of breathing: “When the phrenic nerve, which sits on the top of the diaphragm, receives a message from the respiratory center at the base of the skull that the body needs oxygen, it causes the diaphragm, which sits under the base of the lungs, to descend. As the diaphragm descends, its edges act like the edges of a grapefruit that is being squashed: they spread, rather than going straight down like an elevator. This movement enables the ribs—which are attached at the spine with a hinge joint and at the breastbone with cartilage—to swing out on an axis. The additional space caused by this movement creates a vacuum in the lungs and air quickly and effortlessly comes in from the bottom of the lungs to fill this vacuum.

The diaphragm then begins its much slower ascent. As it moves up inside the rib cage, it supports the base of the lungs and simultaneously synchronizes the release of the spine (where it is attached), along with the shoulder blades, chest, and abdomen, enabling the ribs to fold around the lungs and expel air evenly and equally from all of its surfaces. This complex motion is a reflex and can only occur when the involuntary diaphragm is in charge. All the other (voluntary) muscles of respiration merely respond to the leadership of the diaphragm.”

Attempting the following will not help the respiratory system to return to its natural synergy:

Conscious abdominal muscle expanding or contracting. (The abdomen moves as a result of the lowering and rising of the diaphragm. You do not need to move it.)

Trying to take a breath at the top of your chest. (The lungs are shaped like pyramids—there is little tissue at the top.

Taking a breath here is like putting one pebble on the top of a pyramid.)

Breathing into the back. (When the diaphragm is healthy, more air will automatically go into your back, because there is a great deal more lung tissue there than in the front of your body.)

Blowing out the breath. (The sound of blowing is merely the sound of the bronchial tubes constricting.)

Attempts to consciously control diaphragmatic movement by trying to push it up, or move it in any way at all. (The diaphragm has no proprioceptive nerve endings, so it cannot be consciously controlled.)

Any other method that encourages the development of one particular part of the respiratory musculature.

These methods are all rather ineffective.
The respiratory system is extremely complex, requiring hundreds of sensitive interactions. Efforts to bring it under conscious control in any limited portion of its musculature only disrupts the potential coordination of the total system.

IMPORTANT: The diaphragm should always be in motion. Never hold your breath—meaning consciously close your glottis, the area between your vocal cords—or stop or hold the breath back with any voluntary muscles in your body.

Silent count exercise
Without continuous, reflexive movement, weakening and eventual deterioration of your diaphragm will occur. Unconscious breath holding starts during stressful moments of childhood.

SILENT COUNT: Whenever you feel stressed, shape the numbers from 1 to 10 without making any sound, or unobtrusively repeat “la, la, la, la,” moving your tongue up and down without making any sound.

If you are vocally healthy, you make sound by a complex process of opening and closing the vocal cords in what is called a mucosal wave. This undulation begins with the opening of the lower part of the vocal cords, while the upper part is closed, and continues the opening upward until the cords are completely separated.

Our ears hear this movement as continuous sound. It is, however, only at the moment when the oscillating folds come together that sound is made. (Think of a baseball card in the spoke of a bicycle. When the bicycle begins to move, we hear a clicking sound. As the wheel picks up speed, our ears hear a humming or continuous sound. In reality, the baseball card is intermittently hitting the spoke, but our ears hear it as continuous).

Now let’s go back to the vocal cords and the diaphragm. Those healthy vocal cords move in a mucosal wave, intermittently coming together. The diaphragm, if healthy and flexible instead of locked or tense, is able to respond to the mucosal wave and continually move breath upward against the pressure created by it. If your vocal ability is not healthy, to restrengthen your weakened diaphragm you must slowly build up its tolerant cooperation to the pressure created by the closing of the vocal cords. By silent counting, the movement of the articulators tricks the vocal cords into remaining in the final, open stage of the mucosal wave, thereby reducing the pressure against the diaphragm.

Simply exhaling is not sufficient to do this—the laryngeal passageway must be narrowed by the protruding vocal cords, as it is in speech, but without speaking, so as to create the isometric conditions necessary to redevelop the diaphragm.
Under the conditions created by silent counting, the diaphragm is able to move upward ever so slightly more than previously. Can you see the power of this simple exercise Stough developed?

Make sure you do not continue the silent count to the point where you feel voluntary muscle tension. I hope that you understand that doing so is completely counterproductive. An automatic inhale should occur at the end of the silent count, meaning the point at which you stop, previous to the arrival of voluntary tension.

If you cannot sense the advent of constriction or the automatic inhale, or it does not even occur, this is an indication that bodily tension is blocking you from feeling your natural reflex, or that the natural reflex of the phrenic nerve has deteriorated to the point where it is barely functioning. In this case, lie quietly with a pillow under your head and knees, or if that is not possible, sit and begin to notice the movement of breath throughout your body.

Can you allow your breath to move unconsciously, without interrupting it? This is the first step.

Relax your abdomen

Stough learned that when the diaphragm tenses, the tension is reflected in the tensing of the abdomen. In other words, we see the indirect result of the halted upward diaphragmatic action in the constriction of the abdominal muscles, as they attempt to continue the movement of breath out of the body. Unfortunately, many singers are taught to do this, but moving breath out with the muscles of the abdomen, ribs, back or chest, cannot exert an even and equal pressure on the entire surface of the lungs. Therefore, a residual volume of air is always left in the lungs—the singer is never able to completely exhale. This residual volume creates dead space, areas where there is no movement and where all disease begins. Singers with this type of breathing are constantly getting sick. Improper use of these voluntary muscles strengthens them, weakening and eventually deteriorating the entire structure of the diaphragm.

For singers the most important question is: How do you make the pressure necessary to make sound?

Relax your shoulders

The shoulders must always be relaxed. Do not prop up your shoulders by leaning forward on a table or the back of a chair. Let your arms swing freely when you walk. Do not carry heavy objects in shoulder bags or backpacks. The shoulder blades must be free to respond during respiration. Excessive tension in this area reflects into the spine and therefore into the diaphragm.

Singers who sing with excessive voluntary control always have high shoulders and lifted rib cages, the result of the strengthening—and thus the shortening—of the neck and shoulder muscles. Put your finger between your bottom rib and the top of your pelvis. Is there more than one finger space there? If so, tension has constricted the muscles of your neck and shoulders, heightening your rib cage. When the rib cage is held high, the diaphragm finds difficulty rising into it. Often it hits against the bottom ribs, forcing a sternal angle, or protrusion at the second rib of your chest. Let go of your shoulders! This is very important.

Some additional suggestions

How are your reflexes? Can you catch an unexpected ball while you are singing? How about your listening reflexes? Can you respond to diverse commands as you continue to sing? How is your intuition? How are your non-verbal, problem-solving skills? You need this ability to be active so your instincts can know exactly how much breath is necessary for each phrase.

For example: Can you sing a phrase, beginning at one point in the room and arrive at another designated point exactly at the end of the phrase; then turn around and walk back to the starting point, arriving there at the exact moment the next phrase ends? The distribution of breath takes place over time. It is reflexive.

We cannot show a singer time, but we can show space (the previous exercise). This is the natural way in which you were designed to breathe. You do not “take a breath.” The ability to instinctively solve the non-verbal breath quotient problem is one that you may need to recess. This ability must be developed while the breath is in motion. You can do this same exercise by starting with your arms above your head at 12 o’clock for the beginning of the phrase and arriving at your sides (6 o’clock) for the end. Continue to move your arms in this manner as you sing your phrases. If you are continually being stopped in your lessons to receive corrections, the movement that is at the core of all sound making is being disturbed.

Practice speaking in continual phrases with no thought about making sense. Just connect words that pop into your mind. This will help you to return to the way you spoke as a child, before you were civilized into thinking before you spoke. Stand in front of a friend and mime your friend’s actions. It you find yourself moving your right hand when your friend moves his or her right hand, you know that you are thinking too much and not in your non-verbal, problem-solving modality.

For teachers, an exercise that is helpful in creating the sensation of movement, even when the student is not singing—in other words, between phrases—is to interrupt the vocalizes or songs with moving sounds and gestures that your student can spontaneously mirror, immediately returning to continue singing from the point where your student stopped.

In his later years, Stough continued to teach asthmatics, musicians, opera singers and even the U.S. Olympic team, which called him to train athletes for the high-altitude Mexico City games. His work enabled our track-and-field stars to win more gold medals than in any other Olympics and to set records that would stand for 25 years, in addition to being the only team that did not need oxygen. Stough said that he never taught anyone, even the triathlon gold medallist, who could not improve his or her breathing skill.

The rebuilding of your natural instincts is possible. Stough proved this. It will take time and patience and the help of someone who understands the principles of coordinated breath upon which the respiratory system is meant to work.

Remember our baby? Babies don’t think about how to make sound to communicate. They instinctively move the breath so that a deep impact with intense, spontaneous and free moving sound comes forward. May we all find the courage to return to this natural capacity, a capacity that is our God given right.

*Dramatic soprano Karen Saillant has received standing ovations in international opera houses. She began her study with Carl Stough in 1972. Now in her fortieth year as a teacher of singing, she is the Artistic Director of International Opera Theater, a project that presents world premiere Italian operatic adaptions of Shakespeare texts every summer in Città della Pieve, which is on the border of Umbria and Tuscany in Italy.